mercoledì 14 maggio 2014

Io, pendolare

Perché mai abbia deciso di mettere radici a 100km dal luogo di lavoro, rimane un mistero insondabile della mia psiche.
Forse perché sotto sotto sono masochista, o forse perché il lavoro non è tutto e si deve lavorare per vivere e non vivere per lavorare.
Ma la verità è che qui non si vive più.

Da 13 anni trascorro le mie mattine su adorabili pullman blu che mi conducono in quella adorabile sede aziendale che mi fornisce il pane e mi fa marcire il fegato per i nervi.

E viaggiare per tredici anni in pullman davvero ti conduce all'esasperazione.
Dunque volevo fare un pubblico appello a tutti i pendolari/turisti/viaggiatori:

  1. Gentile signore che parli al telefonino tutto il tempo: non ce ne può fregà niente a nessuno dei tuoi problemi intestinali perché venerdì sera hai mangiato troppo lardo di colonnata all’agriturismo e hai trascorso tutto il week end abbracciato al wc;
  2. Carissimo giovanotto che mi stai seduto davanti, il pullman non è mica tuo. Se abbassi il tuo sedile a 180 gradi io non posso mica farti da cuscino per la testa. Semmai ne approfitto per sputarti in faccia.
  3. Turisti cari, la Sicilia è una terra accogliente e calorosa, ma non siete a casa vostra: non è necessario togliersi le sneakers in pullman e poggiare i piedi sudati sul sedile. E' poco igienico, poco elegante ma soprattutto molto puzzolente.
  4. Simpaticissimo Autista, capisco che il tuo lavoro è stressante e ripetitivo, che magari ti fa pure schifo ma non ti hanno voluto come pilota alla Ferrari, ma se ogni tanto anziché grugnire salutassi accennando un sorriso, forse il lavoro ti sarebbe meno noioso.
  5. Bimbominkia che fai il primo anno di università nonostante presumibilmente tu non sappia ne' leggere ne' scrivere, guarda che hanno inventato gli auricolari. Puoi usare quelli, invece di costringere tutti i tuoi vicini ad ascoltare la tua bellissima playlist musicale.
  6. Educatissima signora che scavalca la fila per salire sul pullman, ci sono duemilamillanta posti là dentro, se sali per prima sgomitando di qua e di là come se fossi la regina non è che trovi il trono papale dove sederti. E neppure vinci la medaglia d’oro per essere arrivata prima. Sempre sedili sono. A meno che tu non stia meditando di usurpare il posto all'autista. In tal caso spero sorriderai ai passeggeri, ogni tanto.

Ok, mi sono sfogato un po’… 
la lista sarebbe infinita, la mia pazienza no.

3 Favolosità:

leonardo B ha detto...

Ciao, favoloso!
Mi hai riportato indietro nel tempo.
Forse io - facendo il pendolare ferroviario - sono stato un po' più fortunato di te, nel senso che le esagerazioni che hai descritto capitavano "una tantum " o quasi, dato che il capotreno passava, eccome se passava...o forse allora c'era un po' più di pudore e di rispetto reciproco.

Buon pomeriggio!.

Favoloso ha detto...

@leonardo B:
nella sfortuna di fare il pendolare, sei stato più fortunato di me allora!!! :-)

Berto Shiri-Shiri ha detto...

Ah.... devo dire che un pò mi mancano i pulman siciliani... pieni di gente stramba, ogni mattina dovevo prendere il pulman per andare a scuola...e ogni giorno c'era qualcosa di diverso, che potevano renderti la giornata migliore o peggiore.

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...e che sia favoloso!!!