mercoledì 27 maggio 2009

Candy Candy come me la ricordo (2)

(Continua dal post precedente)

MA COME TI VESTI? Prima di tornare alla vita di Candy, una piccola parentesi sul look della nostra beniamina. Da quando Candy aveva due-tre anni fino alla menopausa avanzata, non si può non notare che l’abbigliamento di Candy non cambia mai, specialmente per due particolari: gli stivali rossi (che facevano un po’ battona) e i fiocchi rosa ai capelli. Adesso, ragioniamoci un  po’: vada per i nastri ai capelli, magari li comprava sempre uguali o magari ne aveva la massima cura… ma gli stivali? Le cose sono due: o la misura era trentanove e lei ci è cresciuta dentro, o erano di un materiale elastico sperimentale che si adattava ai piedi di chi li indossava.

Una curiosità: l’unico periodo in cui non indossa i famosi stivali rossi, è durante gli studi di infermieristica, dove indossa stivali bianchi. Premetto che le infermiere che ho visto io indossano solo quegli orribili sabot bianchi, infermiere con gli stivali non ne ho mai viste in vita mia (tranne dopo le due di notte in certi canali privati). Digressioni a parte, sospetto che in quel periodo Candy abbia dipinto col bianchetto i suoi stivali rossi).

CANDY TROVA UNA FAMIGLIA. Miss Pony (una grassona tirchissima che riciclava non solo i francobolli, ma anche le buste) e Suor Maria (una giovanissima Sorella che, beata lei, dopo quarant'anni di vicissitudini dimostra sempre vent’anni) non ne potevano più di avere tra i piedi Candy. D’altro canto la ragazza era ormai quasi trentenne e non riuscivano a liberarsene. Finalmente arriva il colpo di fortuna: riescono a trovare la famiglia Legan, il cui pater familia, il misterioso “Zio William” ordina di adottare una dama di compagnia per i propri dolcissimi nipotini. Candy, illusa di rintracciare il Principe della Collina e accecata all’idea di riallacciare i rapporti con quella voltagabbana di Annie, accetta di essere adottata.

Se io fossi stato al posto di Candy, non appena rintracciata Annie, l’avrei inseguita per tutte le sue immense proprietà con in mano un martello gigante, altro che riallacciare i rapporti!

LA FAMIGLIA LEGAN. Ed eccoli i due favolosi nipotini dello zio William: non appena arrivata a casa Legan, i dolcissimi Iriza e Neil gettano in testa un bel secchio d’acqua dal balcone proprio in testa a Candy! Noblesse Oblige, non c’è che dire.
Iriza ha la faccia di palermitanazza (con rispetto parlando a tutte le palermitanazze), gli occhi malefici da “assistente di diritto privato” da vipera e addirittura un sorriso che farebbe paura perfino al conte Dracula in persona.
Neil, dal canto suo, è praticamente uguale alla sorella, tranne che i lunghi boccoli ramati di cui è sprovvisto e per la carnagione, meno olivastra e più abbronzata. Inoltre più che palermitano, sembra di Messina (con rispetto parlando a tutti i messicani).

Ma il personaggio più tremendo di tutti è la famigerata zia Ellroy, una vecchia acida con la faccia da indiano dei film di far-west. Probabilmente si trattava di Toro Seduto che, fuggito da qualche film western, si è infilato nel cartone di Candy.
Anche a zia Ellroy, come al resto della nobile famiglia,  la piccola Candy stava sui cosiddetti (che peraltro la vecchia con molta probabilità possedeva).
L’amabile zia relega così Candy a vivere in un una capanna di legno e a svolgere le più umilianti mansioni domestiche che financo Cenerentola si sarebbe opposta.

E proprio mentre Candy è lì a sturare il water della servitù, fa la conoscenza con tre inaspettati cugini: uno è Anthony, che lei scambia per il Principe della Collina, l’altro è Stear, un inventore secchione e l’ultimo è l’effemminato Archie.

Anthony è il più sfigato di tutti:si innamora di Candy con gran disappunto di Iriza che, volendo violare le più comuni leggi di consanguineità, lo voleva tutto per lei. Anthony, nonostante sia un quindicenne, è un bravissimo botanico (altro che Mendel!) tanto da creare una rosa e chiamarla "Dolce Candy". Iriza però nel frattempo ne ha approfittato per fargli il malocchio: Anthony cade così da cavallo,in una scena ricca di pathos che non si è mai vista nemmeno con Diletta in “Via Col Vento”.

Stear, dicevamo, era un inventore secchione: nonostante avesse anche lui quindici anni, utilizzando i pezzi di una vecchia lavatrice, il flash di una macchina fotografica, un elastico, un carburatore e un etto di mascarpone, riusciva a costruire di tutto: financo un aeroplano. Purtroppo le sue “creazioni” si rivelavano spesso un disastro e minacciavano seriamente la vita di chi gli stava attorno. Ricordo che una volta Stear costruì, appunto, il  famigerato aereo e convinse Candy a salirci su. L’aereo subito dopo il decollo andò in avaria: Candy si gettò con un simpatico paracadute a forma di caramella. L’aereo privo di controllo, purtroppo, si schiantò nel vicino centro abitato facendo circa trentamila vittime.

Infine Archie. Ovviamente era gay! Chi oserebbe affermare il contrario? OK, alla fine quel damerino si fidanza con Annie, però sappiamo già che fin da piccola quella sgualdrina era disposta a tutto per ottenere ricchezza e un titolo nobiliare. Ad Archie stava bene, era un ‘ottimo specchietto per le allodole!

(Continua nel prossimo post…)

14 Favolosità:

Giò ha detto...

Questa seconda parte t'è riuscita decisamente più divertente della prima!!! :D

P.S. Come stai???

Tarkan ha detto...

Male male male! 38 di febbre tosse e vomitatina del mattino. Devo aggiungere altro?

Bruno ha detto...

ma che bei ricordi ... avevo circa 6 anni

stella ha detto...

Tarkan, ma cosa dicono i medici?

frufrupina ha detto...

Ciao tesoro...oddio!!no...sei di nuovo male...caspita!!gioia cerca di riposare ok?managgia sono desolata davvero...un abbraccio forte forte.Riguardati dolce notte.

Alfa ha detto...

Mi spiace sentire che stai ancora male.

Malikà legge e passerà a ricambiare i saluti.

Malikà ha detto...

Chiamata accorro!! In realtà ero sprofondata in iperuraniche meditazioni su questo punto: chissà se lo stivaletto di Candy (rosso o bianco non importa) ha una parte di responsabilità nella dilagante piaga dell'uso estivo dello stivale alto, in pelle, chiuso...
Candy Candy o Madonna di Don't tell me?...
Ad ogni modo, non voglio pensare a quello che succede in certe case, d'estate, quando rientra lo stivale e si separa dal legittimo piede.
"D'estate muoio un pooo' ..."

p.s. Perdinci, ma possibile che stai ancora male? E sì che la terza decade dovrebbe avere un po' meno sfiga! Mi dispiace proprio... Mi associo alla domanda: che dicono i medici??

Tarkan ha detto...

In realtà, a proposito degli stivaletti di Candy, stavo pensando che alla Casa di Pony erano troppo poveri e Miss Pony era troppo tirchia per potersene permettere l'acquisto. Si trattava di un bene di lusso a quell'epoca! In secondo luogo, la storia degli stivali estensibili in materiale sperimentale non regge affatto. Dunque la mia conclusione è: Candy non possedeva alcun paio di stivali, in realtà camminava scalza con le gambe pitturate di un bel rosso scarlatto!

Tarkan ha detto...

In merito alla spinosa questione "come stai" è ancora presto per poter fare una valutazione. Per ora sto male, anche se sempre meglio di quando sono entrato in ospedale. In reparto hanno preso seriamente il mio caso, lunedì attendo la visita di uno specialista che saprà dire qualcosa di più ed eventualmente proporre la terapia adatta

Malikà ha detto...

Sagace... ma anche la vernice costava... E il rosso suscitava una certa avversione presso la locale Nunziatura apostolica (si era pur sempre in tempi di guerra fredda - a noi venticinquenni questa cosa ce l'anno raccontata, ovviamente, sia detto ad uso di Stella).
Quindi, dopo una prima settimana di reiterate immersioni di gambe nella latta di vernice rossa, la piccola contrasse un'allergia che le procurò un'erubescenza accesa e permanente, con buona pace della Nunziatura, che chiuse un occhio sul colore.
Mi resta un dubbio... Come mai non si vede il pollicione?

In bocca al lupo, comunque.

Tarkan ha detto...

Eh già! Come mai non si vede il pollicione? Questo è un mistero sul quale Alfa dovrebbe indagare, non credi? :-)

Malikà ha detto...

MA CERTO!! L'allergia erubescente provocava anche GONFIORE!! Il che spiega perché l'alluce diventasse indistinguibile! E in effetti che dire anche di quei caviglioni da lottatore di sumo?
Basta evocare il nome di Alfa e il mistero si scioglie!
mmm... Forse forse Alfy dovrebbe fare un giretto nel tuo reparto...

stella ha detto...

Ciao Tarkan.

lella ha detto...

Ciao Tarkan
come è bello tornare indietro nel tempo attraverso i ricordi di Candy.
Mi fai venire nostalgia di avere qualke anno in meno,quando invece delle stupidissime telenovele di adesso si seguiva con ansia questi splendidi cartoni animati o meglio capolavori.
Facci sapere appena hai i risultati dei tuoi esami xkè siamo noi in ansia,figuriamoci tu........povera stella!
un abbracio
Lella

Post Your Comment (looking for the old comment form?)

...e che sia favoloso!!!