ATTENZIONE QUESTO POST NON E’ DEDICATO ALLO SPIRITO NATALIZIO MA AL PIU’ BLANDO E MEDIOCRE CONSUMISMO NATALIZIO!
Mi è tornato in mente il Natale di tanti e tanti anni fa…
Eravamo andati, come ogni anno a trascorrere la notte di Natale dalla zia Rosa con tutti i parenti. L’albero strabordava di regali. I fiocchi e la carta dei pacchetti rifletteva allegramente le brillanti luci dell’albero riccamente addobbato…
Noi bambini ce ne stavamo lì sotto, a guardare e a sognare il contenuto di quei pacchi misteriosi, in attesa della mezzanotte e ogni tanto chiedevamo ai grandi: “Quanto manca a mezzanotte?”.
Ad un tratto mia sorella maggiore scopre che un bel pacco di forma rettangolare porta un bigliettino col suo nome, ed inizia a domandarsi
cosa mai avrebbe potuto contenere. Poi lo sguardo le si illumina e in un attimo corre ad abbracciare mamma e papà tutta felice urlando a squarciagola: “Ho capito ho capito! Mi avete regalato il Commodore 64”. A quei tempi avere un Commodore 64 per un bambino era come avere il computer della Nasa. Eravamo tutti vittime del film “War-Games” e ci immaginavamo di poter accedere alla banca dati della Casa Bianca o di fare altre cose mirabolanti! La nozione di computer era ancora qualcosa di misterioso per noi bambini degli anni 80, eravamo tutti convinti che fosse una specie di robot senziente che avrebbe, per esempio, risposto alle nostre domande con voce metallica e fatto i compiti al posto nostro.
I miei cugini le fecero le congratulazioni e speravano di poterci giocare anche loro ogni tanto, e lei era ancora più contenta perché, al centro dell’attenzione, si sentiva la bambina più fortunata del mondo.
I miei si guardavano imbarazzati tra loro non sapendo cosa dire. L’altra mia sorella, sentendo tutto, inizia a urlare e a piangere che voleva anche lui il favoloso computer. E piangeva, piangeva, piangeva. Mio padre continuava a ripetere che non c’era nessun computer, una sorella diceva che tanto l’aveva capito dalle dimensioni e che era inutile negare, e a queste parole l’altra piangeva ancora più forte, perché il computer lo voleva anche lei. A un certo punto, vedendo tutta questa tristezza, mi sono messo a piangere anch’io per spirito di solidarietà. Ero ancora piccolo, avrò avuto forse cinque anni. Non sapevo neppure cosa fosse un Commodore 64, però decisi che lo volevo anch’io: se tutti strillavano tanto, doveva essere qualcosa di eccezionale, dopotutto.
Finalmente questa situazione angosciosa venne spezzata dalla decisione di aprire i vari pacchi.
Quale non fu la delusione di mia sorella aprendo lo scatolone nel notare che al posto del tanto agognato Commodore 64 c’era invece una vestaglia da camera rosa!
Non eravamo bambini viziati e non pretendevamo giocattoli eccezionali e costosi. Però la vestaglia rosa proprio no! Che delusione!
Credo che mia sorella alla fine si sarebbe accontentata anche di un gioco da tavolo, però la vestaglia rosa che tristezza…
Un consiglio per vostri bambini: non eccedete in regali e soprattutto evitate le cose troppo costose, non ne vale la pena perché i bambini si stufano presto, meglio un gioco duraturo e interessante, magari educativo… però non regalate mai abbigliamento a un bambino, ci resterebbe malissimo e Natale viene soltanto una volta l’anno!